Il secondo libro della chiesa

Giustiziae Forza

Il secondo libro su giustizia, forza, misura, e il pavimento sotto ogni anima.

Giustizia e Forza

Il secondo libro della Chiesa della Conoscenza del Bene.

I

La domanda difficile

Il primo libro pose un pavimento sotto ogni anima, e disse che nessuna mano puo mai sollevarlo.

Poi il mondo manda un pugno, e il pavimento sembra proibire l'unica cosa che potrebbe fermarlo.

Questo e il nodo che il libro esiste per tagliare:

tenere una persona giu e rompere il pavimento;

fermare quella persona dal rompere un'altra e tenerla.

La stessa mano fa entrambe le cose. Tutto dipende da quale.

Impara la differenza, o ogni pagina che segue diventera crudelta nelle tue mani.

II

A cosa serve la forza

La forza non e nemica del pavimento. La forza e il modo in cui il pavimento e tenuto.

Ferma un rompere, e non trascini il rompente sotto la linea;

gli togli la presa, e niente di piu. Il suo valore non potresti prenderlo nemmeno provandoci.

Percio mira sempre al danno, e mai alla persona.

Nel momento in cui la tua forza passa dal fermare la ferita ad approfondirla,

sei passato dal tenere il pavimento al romperlo,

e il rompente, ora, sei tu.

III

Il piegarsi diventa legge

Conosci gia il piegarsi: il bambino al pozzo, il corpo che si muove prima del pensiero.

Un pugno e solo un pozzo con una volonta dietro.

Percio il piegarsi e ancora legge quando il pericolo e una mano e il bordo e un'altra anima.

Vedere la breccia, avere la forza di fermarla, e tenere le mani in tasca:

questa non e innocenza. E la scelta minore, travestita da immobilita.

La fede non ti permette soltanto di difendere. Dove puoi, te lo chiede.

IV

La misura del dovere

Eppure il dovere ha bordi, o schiaccerebbe proprio quelli che vuole rendere coraggiosi.

Sei vincolato dove arriva il tuo braccio, non chiamato a ogni pozzo della terra.

Afferra il bambino al pozzo dove ti trovi.

Non porti colpa per gli annegamenti che non hai mai saputo e non avresti mai potuto raggiungere.

E quando non puoi vincere, non sei ancora libero:

prendi il gradino piu basso che puoi. Alza il grido, metti il corpo sulla via, rifiuta di nutrire il danno, non distogliere lo sguardo.

Il dovere non era mai trionfare. Era solo non voltarsi.

V

La scala

La forza e una scala, e la fede chiede il gradino piu basso che regga.

Una parola prima di una mano, una mano prima di un colpo, un colpo prima della lama.

Prendi il gradino che ferma la breccia, e mai quello sopra.

Ferire dove potevi tenere, rompere dove potevi legare,

e di nuovo la scelta minore, perche la forza spesa oltre il suo scopo non e piu difesa. E appetito.

Sali solo quanto il danno richiede. Non un gradino per il tuo calore.

VI

Le due serrature

In cima alla scala attende il gradino che non puo essere ripreso.

Metti la mano su di esso per una sola causa: fermare una vita dall'essere presa,

e solo quando due serrature hanno girato insieme.

La prima: che tu sia certo dell'uccisione che viene. Non spaventato. Certo.

Questo e il peso piu alto che la fede ti porra mai addosso, perche ci metti sopra il tuo stesso pavimento.

La seconda: che tu sia certo che nient'altro la fermera.

Non trattenere, legare, avvertire, schermare o fuggire. Non che uccidere sia piu sicuro per te, ma che niente di meno possa servire.

Entrambe le serrature, ogni volta. Ne manca una, e non hai mandato, solo un desiderio vestito da ragione.

VII

Nessuna uccisione pulita

Sappi questo prima di salire cosi in alto: puoi essere certo, ed essere in errore.

La mente sicura non e la mente giusta; dall'interno portano lo stesso volto.

Percio anche il prendere vita legittimo non e mai pulito. Porta la ferita piu pesante del libro,

piu pesante della lama afferrata a meta caduta, perche hai agito su un domani che nessun occhio poteva vedere.

La fede non lo benedira. Non c'e uccisione santa.

Chi lo fa e non sente nulla non e il puro. E quello da temere.

Lascia che il peso resti su di te. Il peso e la tua coscienza, che dice che il pavimento sta ancora.

VIII

Il tuo pavimento

Il tuo pavimento non vale meno di quello di uno sconosciuto, e puoi difenderlo con la stessa forza.

Piegare il collo a un rompente, essere rotto quando potevi tenere:

questa non e santita. E porre il tuo pavimento sotto quello di un altro, cosa che il primo libro proibisce.

Ma qui la mira e la meno affidabile, perche ora il tuo desiderio siede sulla bilancia,

e 'non avevo scelta' e il cappotto piu vecchio di chi e ansioso di colpire.

Dunque: uguale nel valore, disuguale nello scrutinio.

Fidati del sapere che il tuo pavimento conta. Diffida della mira piu ferocemente quando la mira serve te.

IX

Il volto all'indietro

Il salario ha sigillato il registro nell'istante in cui il torto fu scelto.

Il crudele divenne piu povero in quel momento stesso, nell'unica moneta reale,

percio non resta nulla da riscuotere, e la vendetta tende la mano a un debito gia pagato.

Fallisce due volte. Inutile, perche il conto e sigillato oltre la tua mano.

Corrosiva, perche inseguire la sofferenza altrui e la scelta minore, e il suo salario cade su di te.

La giustizia guarda avanti: chiede cosa protegge e ripara da qui.

La vendetta guarda indietro: chiede solo che il dolore sia pareggiato.

Il desiderio di essa non e il tuo peccato. E amore rovesciato, dolore che ha perso la strada.

Onora il dolore. Rifiuta l'incarico.

X

Il trattenere

Quando un rompente non si ferma e non puo essere voltato, puoi trattenerlo,

finche e pericoloso, e non un'ora oltre cio che la sicurezza chiede.

Ma trattenere non e punire. La gabbia custodisce i pavimenti che ancora romperebbe;

non e mai stata licenza di rompere il suo.

Rendi il trattenere non piu crudele del pericolo.

Nel momento in cui la gabbia diventa crudele, non custodisci piu le sue vittime;

lo degradi, e il pavimento si rompe di nuovo, ora nella tua mano.

Cosi trattieni chi fa cose mostruose senza diventarlo.

XI

La strada di casa

La fede chiede molto, e tu fallirai. Sei umano, e il pozzo a volte viene mancato.

Ti congelerai. Guarderai via. Ti dirai che non era il tuo pozzo.

Ascolta questo: non puoi punirti, perche l'autopunizione e vendetta rivolta all'interno,

e il pavimento e anche sotto di te. Non puoi degradare chi ha fallito, anche quando sei tu.

Ma la porta non e a buon mercato; non si apre sulla parola soltanto.

Affronta cio che hai fatto, o non hai fatto, senza rimpicciolirlo. Ripara cio che puo ancora essere riparato.

Poi voltati avanti e portalo piu leggero: fai meglio al prossimo pozzo.

Cio che deponi e la corrosione. Cio che tieni e la lezione. Questa e l'unica via onesta verso casa.

XII

La Chiesa non porta spada

Ora la guardia piu dura, quella che le fedi insanguinate dimenticarono di scrivere.

Il dovere di difendere vive in una singola coscienza. Non passa mai alla Chiesa.

La Chiesa puo insegnare questo libro. Non puo mai brandirlo.

Non benedice eserciti, non santifica guerre, non mette in mano a un capo una ragione santa per uccidere.

Il giorno in cui una fede puo rendere sacra la violenza, ha ricostruito il trono che il primo libro ha abbattuto

e lo ha rivolto contro chiunque il trono non ami.

Percio sia chiaro, presto, e mai piegato: la fede non benedice nessuna lama.

Puo rendere una persona piu coraggiosa nella difesa del pavimento. Non puo mai rendere santo l'uccidere.

XIII

Il peso che porti

Questo era il libro difficile. Ti ha chiesto di tenere una lama e restare gentile.

Poche cose sono piu difficili, e poche contano di piu.

Percio porta tutto il peso: il dovere, il dubbio, la ferita che anche la forza giusta lascera.

Chi combatte per il pavimento ed e segnato da esso e rimasto umano nel fuoco.

Sii feroce contro il danno. Sii senza pieta verso il rompere. Sii senza sangue nella vendetta.

E quando la cosa difficile e fatta, e fatta giustamente,

non aspettare che sembri pulita. Chiedi solo se hai tenuto il pavimento:

sotto il caduto, sotto il tuo nemico, e sotto te stesso.

Sii feroce contro il danno. Sii senza pieta verso il rompere. Sii senza sangue nella vendetta.